REGIONE BARCA

QUANDO I PELLEGRINI ARRIVAVANO ALL’OSPICIUM IN “BARCA”
la TORINO fiorente e spirituale dei secoli passati ora perfetta location per HALLOWEEN

La chiesa del complesso Abbadia di Ala di Stura al 2014

La chiesa del complesso Abbadia di Ala di Stura al 2014

Patina del tempo che tutto rendi vero, questa volta hai esagerato, neppure gli stucchi hai perdonato!

Con questo sortilegio un po’ burlone fatto da due stregoni imbranati inizia il nostro augurio per la festa di halloween…

Nel luogo incantato che abbiamo scoperto, e un po’ studiato, la storia è più seria e poco si è salvato: nasce nel XII secolo e viene riedificata nel 1760, nel 1954 dichiarata inagibile e nel 1960 sconsacrata, gli affreschi interni vengono danneggiati da un incendio nel 1972, e infine ceduta a privati per mancata prelazione dell’amministrazione pubblica; una porzione del complesso viene addirittura adibita a deposito rifiuti, rimossi solo in epoca recente.
Insomma una fine così macabra per un tale patrimonio storico-artistico da far invidia a un film dell’orrore.

CENNI STORICI e PLANIMETRIE A CONFRONTO
Il complesso, detto “dell’Abbadia” nasce nel XII secolo da una donazione di Pietro Podisio ai monaci Vallombrosani di San Benedetto per la fondazione di un ospedale.
Oltre alla chiesa il complesso vantava strutture ospedaliere, di accoglienza per i pellegrini, cascine e mulini.
L’Abbadia, dopo il prospero periodo medioevale, viene ceduta al vescovo di Torino che la incorpora nella Mensa Arcivescovile torinese nel XV secolo.
Nei secoli successivi i corpi di fabbrica isolati si fondono in strutture continue a corte chiusa e la chiesa viene rimaneggiata nel corso del Settecento, diventando parrocchia della “regione Barca”, quando i monaci avevano l’incarico di gestire il porto per il transito di pellegrini e civili sul fiume Stura.
Tutti gli edifici e possedimenti, eccetto la chiesa e le dirette pertinenze parrocchiali, sono acquisiti nell’ottocento dal Demanio dello Stato e rivenduti, e il complesso dell’Abbadia si trasforma ancora, accogliendo un filatoio.

Abbadia di Stura al 1805 (la chiesa è individuata al numero 41 nel Catasto Napoleonico)

Abbadia di Stura al 1805 (la chiesa è individuata al numero 41 nel Catasto Napoleonico)

Il destino industriale è avviato con le successive trasformazioni, in cotonificio prima, e successivamente in sede di vari stabilimenti industriali tra cui Aurora, l’azienda della famosa stilografica italiana.
La chiesa parrocchiale di San Giacomo di Stura, che fino ai primi anni del Novecento, costituiva un riferimento sociale e religioso per l’ampia comunità delle zone di Falchera e Bertolla, si trova così interclusa fra le proprietà private a carattere industriale.

Foto aerea di Google Maps dell'area produttiva Barca-Bertolla al 2014

Foto aerea di Google Maps dell’area produttiva Barca-Bertolla al 2014

Lo stato di abbandono forse è stato anche causato dalla mancata individuazione dell’Abazia (come la chiamano i residenti del luogo e tra i pochi torinesi ad averla mai visitata) come “preesistenza caratterizzante l’area Barca-Bertolla” nel Piano Regolatore di Torino del 1959.
Definendola semplicemente “area a vocazione industriale” col boom economico dell’Italia degli anni ’60 è stata purtroppo condannata al degrado e all’abbandono.

PROPOSITO DI HALLOWEEN
Colui che sarà incuriosito da questa storia si rechi in quei luoghi a catturarne ancora un po’ di magia, prima che diventi solo un ricordo senza materia, su cui nessuna patina avrà più modo di posarsi.

 

Luciano Gallo e Vincenzo Verbena – studio architettura ADFatto
Via Perugia n° 39, 10152 Torino
Tel e Fax: 0110866551
Mail: luciano.architettogallo@gmail.com
Mail: info@vincenzoverbena.it
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BIBLIOGRAFIA e WEB

  • http://www.museotorino.it/view/s/b9340c48d4df429c877e0c43f33774b0
  • Grossi, Giovanni Lorenzo Amedeo, Guida alle cascine, e vigne del territorio di Torino e’ suoi contorni …, in cui si danno diverse notizie utili, ed interessanti, massime in ordine alli Feudi, e distretti delle Parrocchie in detto territorio esistenti …, Vol. 1, [s.n], Torino 1790 , pp. 46, 97
  • Rabbini, Antonio, Elenco dei nomi dei proprietari delle cascine, ville e fabbriche designate sulla carta topografica della città, territorio di Torino e suoi contorni, G.B. Maggi, Torino 1840 , n.o. 259 A4
  • Gribaudi Rossi, Elisa, Cascine e ville della pianura torinese: briciole di storia torinese rispolverate nei solai delle ville e nei granai delle cascine, Le Bouquiniste, Torino 1970 , pp. 209-214
  • Lupo Giovanni Maria – Re Luciano, Abbadia di Stura: appunti sulla storicizzazione a scala urbana ed edilizia di un’area periferica del Comune di Torino, in «Studi piemontesi», A. V, n. 2, 1976, Torino, pp. 233-244 , pp. 233-244
  • Sergi, Giuseppe, Potere e territorio lungo la strada di Francia: da Chambéry a Torino fra X e XIII secolo, Liguori, Napoli 1981 , pp. 227-228
  • Politecnico di Torino. Dipartimento casa città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Vol. 1, Società degli ingegneri e degli architetti in Torino, Torino 1984 , p. 564
  • Ronchetta, Chiara – Palmucci Quaglino, Laura (a cura di), Cascine a Torino: “La più bella prospettiva d’Europa per l’occhio di un coltivatore”, Edifir, Firenze 1996 , pp.190-191
  • Casiraghi, Giampietro, Ospedali di strada a Torino: il caso dell’Abbadia di Stura in Le vie del Medioevo. Atti dei convegni: Lungo il cammino: l’accoglienza e l’ospitalità medievale, Torino, 16 ottobre 1996; La via Francigena: itinerario culturale del Consiglio d’Europa (ristampa), Torino, 20 ottobre 1994; I templari in Piemonte: dalla storia al mito (ristampa), Torino, 20 ottobre 1994, Regione Piemonte – Società piemontese di archeologia e belle arti, Torino 1998, pp. 59-78
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Luciano Gallo e Vincenzo Verbena – studio architettura ADFatto
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